Valutazione del rischio

Il D.Lgs. 81/08 prevede che alcuni rischi possano essere valutati anche attraverso misure strumentali.
Nel tempo ci siamo specializzati nell’attività di valutazione dei rischi per settori produttivi diversificati: l’approccio sistemico, la conoscenza degli aspetti tecnici e di tutta la materia connessa alla sicurezza sul lavoro fanno della nostra struttura un partner tecnico di primo livello per datori di lavoro e RSPP.

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Valutazione del rischio rumore

La valutazione del rischio rumore è storicamente uno degli ambiti di misura dove si è sviluppata la maggiore letteratura e dove i professionisti hanno maturato ampia esperienza. Tuttavia, ancora oggi i dati INAIL dimostrano che l’ipoacusia continua a essere la malattia professionale più indennizzata. Negli ultimi anni il legislatore e il normatore hanno introdotto notevoli cambiamenti sui limiti, sulle metodologie di campionamento e sul dimensionamento degli otoprotettori.
Il nostro approccio alla valutazione del rischio rumore è rigoroso e si basa sulla concreta applicazione delle indicazioni normative, in particolare della ISO 1999:2013 per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori, della UNI EN ISO 9432:2011 e della UNI EN ISO 9612:2011 per la progettazione della campagna di misura, la gestione dell’incertezza e il dimensionamento degli otoprotettori.
Abbiamo inoltre tutti gli strumenti e le competenze per proporre ed elaborare un Piano Aziendale di Riduzione delle Emissioni (PARE) in accordo con la norma UNI/TR 11347/2010, utile nel caso in cui ci fossero lavoratori con esposizione maggiore dei livelli superiori d’azione.

Valutazione del rischio vibrazioni meccaniche

Elaboriamo ed effettuiamo le campagne di misura secondo le indicazioni della UNI EN ISO 5349:2004, per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio, e della UNI EN ISO 2631:2008 per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero.
La valutazione del rischio connesso all’esposizione dei lavoratori a vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio o al corpo intero presenta ancora delle difficoltà oggettive, non tanto in termini di esecuzione delle misure, ma soprattutto per quanto riguarda la capacità di campionare in modo realistico le varie attività.
Nella valutazione del rischio vibrazioni meccaniche, pertanto, teniamo conto dell’incertezza di misura, come previsto dalle buone prassi metrologiche anche nelle misure di vibrazioni e in accordo con quanto indicato nei più recenti documenti emanati dal Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro.

Valutazione rischi campi magnetici
Valutazione del rischio campi elettromagnetici

La direttiva 2013/35/UE ha abrogato la precedente direttiva 2004/40/CE, dalla quale il D.Lgs. 81/08 ha estrapolato i valori d’azione e i limiti d’esposizione per i lavoratori.
Per la valutazione del rischio connesso all’esposizione dei lavoratori a CEM, utilizziamo strumentazione conforme, anticipando l’entrata in vigore della direttiva definitiva, prevista per il 1° luglio 2016, e comunque in accordo con quanto indicato dal Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro.
Il processo di valutazione prevede una prima fase di screening delle sorgenti e la loro caratterizzazione in “Giustificabili” o “NON Giustificabili” in accordo alle indicazioni della norma EN 50499 (CEI 106-23). Solo per queste ultime procediamo a misurazioni specifiche che conducono alla zonizzazione degli ambienti e alla definizione del livello di rischio dei lavoratori.
La valutazione del rischio rispecchia le caratteristiche e le modalità fornite dalle norme specifiche CEI 211-6, per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici di bassa frequenza, e CEI 211-7, per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici di alta frequenza.
Negli anni abbiamo lavorato per aziende in settori particolarmente sensibili al rischio d’esposizione a campi elettromagnetici, maturando esperienze e professionalità di alto livello.

Valutazione rischio radiazioni ottiche artificiali
Valutazione del rischio radiazioni ottiche artificiali

Dal 26 aprile 2010 la valutazione del rischio derivante dall’esposizione dei lavoratori a radiazioni ottiche di origine artificiale è totalmente in vigore.
Con la nostra struttura ci occupiamo della valutazione del rischio in accordo con le indicazioni operative sugli agenti fisici date dal Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro, procedendo a un censimento delle sorgenti coerenti (LASER) e non coerenti e caratterizzandole in “Giustificabili” o “NON Giustificabili”.

Coerenti
I nostri tecnici hanno una comprovata esperienza nella gestione delle sorgenti LASER non giustificabili. Questo permette loro di assumere l’incarico di Tecnico/Addetto Sicurezza Laser (TSL o ASL) e di offrire un valido aiuto al datore di lavoro e al responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione nella valutazione specifica del rischio e nella concreta applicazione delle norme tecniche vigenti.

Non coerenti
Per le sorgenti di radiazioni ottiche non coerenti “non giustificabili” effettuiamo misure con strumentazione adeguata e soprattutto nel rispetto delle principali norme tecniche di riferimento, quali la UNI EN 14255-1:2005, per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori rispetto alla radiazione ultravioletta, e la UNI EN 14255-2:2008, per il calcolo dei livelli d’esposizione dei lavoratori rispetto alla radiazione visibile e infrarossa. Inoltre, in tutte le nostre relazioni eseguiamo anche il dimensionamento dei DPI secondo la UNI EN 169:2003 per i filtri da saldatura, la UNI EN 170:2003 per i filtri ultravioletti e la UNI EN 171:2003 per i filtri infrarossi.

Valutazione del rischio microclimatico

Spesso la valutazione del rischio microclimatico è trascurata o non affrontata in quanto si ritiene che sia necessaria solo per ambienti di lavoro particolari. In realtà anche in condizioni di lavoro moderate il rischio microclimatico incide sulla sensibilità dei lavoratori e ha ripercussioni sulla gestione del personale, nonché sullo stress lavoro-correlato.
Svolgiamo valutazioni microclimatiche attraverso stazioni di misura in grado di valutare sia i parametri globali che quelli di discomfort locale, in accordo con le principali norme tecniche di settore, come la UNI EN ISO 7730:1997.
La valutazione del rischio microclimatico ci permette anche di individuare accorgimenti tecnici in grado di ridurre i consumi energetici dell’edificio a parità di comfort o addirittura con un miglioramento del comfort dei lavoratori.

Valutazione del rischio illuminazione

La progettazione illuminotecnica dei luoghi di lavoro ormai è un’attività consolidata, ma non sempre è accompagnata dalla verifica della bontà della progettazione e della realizzazione degli impianti.
I nostri strumenti e le nostre competenze ci permettono di verificare l’adeguatezza dell’illuminazione naturale, artificiale e di emergenza presente nei luoghi di lavoro, in accordo con la UNI 12464-1:2004.
La verifica e l’adeguamento dell’illuminazione, oltre che garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, ha anche interessanti ripercussioni sulla produttività e l’efficienza dei lavoratori.

Valutazione del rischio chimico, biologico e amianto

Affrontiamo con il massimo rigore le valutazioni dei rischi previste dai Titoli IX e X del D.Lgs. 81/08: dopo un primo screening volto a verificare la compliance nella gestione di prodotti chimici, agenti biologici e amianto, procediamo a una prima fase di valutazione applicando i principali algoritmi riconosciuti dagli organi di vigilanza, quali MOVARISCH per il rischio chimico e BIORITMO per il rischio biologico.
A seguito dei risultati e soprattutto della loro interpretazione da parte dei nostri esperti, eseguiamo campionamenti personali o ambientali con le migliori tecnologie applicabili, al fine di verificare i limiti previsti dalle principali normative internazionali. Punto di forza di questa fase è la presenza sul campo di personale in grado di adattare le metodologie di campionamento alla realtà aziendale, in modo da garantire elevata ripetibilità e rappresentabilità della misura.

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